Roberto Calaon

Chi resta in una polarità tende ad escludere l’altra

Tutti siamo naturalmente creativi, potenzialmente capaci di creare cose meravigliose ma, nei momenti in cui sentiamo dolore, rabbia e impotenza, la nostra creatività tende a chiudersi o a manifestarsi in modo negativo.

Negativo è l’opposto di positivo e ogni opposto è complementare all’altro. La forma, dunque, che necessariamente contiene in sé questi due aspetti, potrà manifestarsi unicamente attraverso la loro comunicazione e il loro scambio. Un esempio? La pila, per funzionare, ha bisogno di due poli e lo stesso vale per l’individuo.

Chi resta in una polarità ha la tendenza ad escludere l’altra e così facendo una sola forza prevarrà originando uno squilibrio nella forma.
L’inventore della pila aveva intuito che per farla funzionare doveva creare interazione tra polo positivo e polo negativo, e così è anche per l’individuo, il gruppo, i paesi, la terra, il sistema solare e… tutto, insomma, per funzionare ha bisogno di collaborazione, che nasce da comunicazione e scambio.

Come fare per rendere complementari i due poli, le due estremità, i due contrari? Con l’attività consapevole, la quale permetterà ad ognuno di assumersi le proprie responsabilità iniziando proprio dalle piccole cose. I grandi cambiamenti avvengono sempre da piccole cose.

Tutto funziona per un motivo ben preciso. Ogni cosa esistente, ogni situazione proviene da qualcosa che era prima ed è propedeutica ad un qualcosa che verrà dopo. Tutti gli egoismi restano nella polarità e non riescono a collaborare, ma possono essere trasformati aprendoci a nuove esperienze, a nuova conoscenza. Tutto questo crea consapevolezza e, andando in profondità lo capiremo sempre di più, perché ci accorgeremo che tutto si muove con lo stesso ritmo e con lo stesso scopo.

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