Roberto Calaon

Ego. La personalità che si nutre di apparenza

Continuando ad anteporre il tuo ego a te stesso non ne verrai mai a capo. Tu non sei solo il tuo ego, sei molto di più. L’ego è una costruzione della mente che ti dice continuamente che tu sei quel tipo di individuo, quella personalità. L’ego è la personalità, e la personalità, che è tutta un’altra cosa dal carattere, si acquisisce con il tempo, credendo al sistema sociale in cui vivi e sei nato e facendo ciò che lui ti suggerisce. Obiettivi, aspettative, abitudini e credenze fanno parte della tua personalità e la maggior parte di noi continua la propria vita credendo di essere quella personalità, quell’ego aspettando continuamente che gli altri li ascoltino e li rispettino per ciò che credono di essere, offendendosi alla prima contrarietà.

Si sono confinati nello spazio ristretto di quella personalità e non si rendono conto che sono costretti a vivere una vita limitata a quella condizione. Così convinti che il mondo sia tutto ciò che sanno, continuano per la solita strada senza porsi delle domande e stupendosi se le cose non vanno come vorrebbero.

Ma tu che hai la possibilità di leggere queste righe puoi cominciare a riflettere e a comparare le tue esperienze con questo contenuto e se lo farai, scoprirai che non sei solo il tuo ego, la tua personalità, attraverso la quale ti sei protetto limitando le tue esperienze e scoprirai che le tue capacità sono semplicemente enormi. Ma prima ti devi conoscere, ti devi vedere.

Per tua tranquillità ti ricordo che l’ego è importante e non va mai schiacciato, distrutto, come affermano alcuni. L’ego è fondamentale per la nostra crescita, ma non lo si deve assecondare ad ogni sua richiesta. Ci solletica e tenta in ogni istante. La sua parola d’ordine è voglio. È lui che ci spinge a desiderare ogni cosa, anche se non ne abbiamo veramente bisogno, e se non si sentirà protagonista troverà il modo di vessarci sempre più rendendoci tristi, depressi e creandoci infiniti sensi di colpa.

E allora, come fare?

Ogni tanto evitiamo di ascoltarlo sia nella fase del desiderio che in quella vessatoria, non sempre, solo ogni tanto, cosicché lui non se ne renda conto e pian piano scopriremo che, almeno per quel momento, per quella situazione, non ricevendo alcuna risposta/reazione, smetterà di disturbarci. Ecco, quello è il momento di vederci constatando che siamo diventati più forti e, se abbiamo abbastanza pazienza e costanza, ci accorgeremo che questa nostra costruzione, che prima ci condizionava in tutti i sensi, inizierà a lasciare sempre più spazio al nostro vero essere sino a porsi al nostro servizio.

Ed è questo lo scopo! L’ego al nostro servizio ci permetterà di fare cose meravigliose per noi e per gli altri e non sarà più lui a dirigerci, ma noi (il nostro vero essere, la nostra essenza), e vedrete come si sentirà gratificato nel fare quello che noi realmente desideriamo.

Irobertocalaon