Roberto Calaon

La semplicità ci porta alla collaborazione

Il periodo che stiamo vivendo, nonostante sia molto complesso, presenta degli aspetti interessanti. Gran parte della popolazione, non solo italiana come ben si può notare, si sta stancando di subire vessazioni e angherie di ogni tipo da una classe dirigente e da una burocrazia ormai vecchia sia nel pensiero che nel modo di porsi. La gente non accetta più in modo rassegnato (chi lo fa, lo fa solo perché ha paura di perdere quel poco che “crede di avere”) imposizioni cadute dall’alto in modo dogmatico senza spiegazione alcuna. Il potere, qualunque esso sia, dovrà imparare a comunicare mettendo in pratica il rispetto per sé e per gli altri. Se lo farà, si accorgerà che tutto sarà più semplice e che non avrà più bisogno di leggi machiavelliche e cavillose per governare!
Tutto sarà più semplice, in nome di una sana e contagiosa esperienza di vita.

Ovviamente, semplicità non significa pochezza di idee o ignoranza, bisogna avere molta esperienza per essere semplici, per diventare semplici, bisogna aver vissuto e superato situazioni particolari, a volte bisogna passare per l’utilizzo di un linguaggio pomposo e arrogante per poi comprendere che non serve a nulla, se non ad allontanare da sé gli altri per poi ritornare con umiltà e fatica ad essere semplici.
La semplicità è una conquista. La semplicità è vedere, è essere. La semplicità è non aver paura di alcun giudizio. La semplicità non significa conformarsi per timore di non essere considerato, ma, semplicemente, conformarsi a ciò che sentiamo giusto e che sappiamo non potrà nuocere né a noi né agli altri.

Semplicità significa anche imparare a collaborare. Attraverso la collaborazione si può costruire una vita migliore che rispetti ognuno di noi. Prevaricazione, orgoglio e spregiudicatezza non avranno modo di esistere in una società che vede i suoi componenti collaborare. E lo si può fare, semplicemente, lo si può fare, e se gli altri non ci credono, se gli altri ti sono contro, lasciali perdere, prima o poi si ricrederanno (solo non essere tu a farglielo notare) e, sentendosi considerati, non attaccati, avranno modo di cambiare idea imparando che la semplicità paga, anzi appaga e scoprendo che essere semplici non equivale ad essere stupidi.

Dobbiamo sviluppare la forza interiore per diventare semplici!

Irobertocalaon