Roberto Calaon

Vogliamo continuare così o desideriamo migliorarlo questo mondo?

In realtà, il titolo è composto da due domande, la prima: vogliamo continuare così, significa implicitamente che questo mondo, così com’è, lo conosciamo già. Probabilmente ad alcuni piacerà ancora, le certezze e le abitudini acquisite, anche se a volte ci fanno star male, sono difficili da lasciare, ma, in generale, tutto questo già conosciuto che continua a ripresentarsi, seppure in forme apparentemente diverse, lascia un po’ a desiderare. Insomma anche a chi si ostina a mantenerlo in vita, questo vetusto sistema, in fondo in fondo, non piace più così tanto.

Passiamo alla seconda parte della domanda: o desideriamo migliorarlo questo mondo?

Personalmente mi riconosco in questa seconda parte e, con il passare del tempo, mi accorgo sempre più che tanti, tantissimi altri la pensano in questo modo. Voglio premettere che per costruire qualcosa di nuovo non serve necessariamente distruggere il vecchio, ma bensì trasformarlo. Nella vita tutto si trasforma, le persone, le cose, le città, i panorami e il pensiero con il tempo cambiano. Ed è giusto che sia così.
Guardate i bambini di oggi, sono più svegli, più veloci, capiscono molto più in fretta e non sono minimamente paragonabili, per esempio, ai nostri nonni quando avevano la loro età. Poi crescono, beccano e si rimbecilliscono, ma questo è un altro argomento.

Ora non sto a dissertare se questo o quello sia meglio o peggio, voglio solamente significare che i tempi sono cambiati e che le vecchie abitudini ora non funzionano più, e vale anche per le nuove, alcune delle quali si sono subito trasformate in dipendenze (vedi l’utilizzo spasmodico dello smartphone che “succhia” costantemente la nostra attenzione). Quindi, è ovvio che per migliorare questo mondo qualcosa dobbiamo cambiare, ma per cambiare dobbiamo attingere a nuove fonti perché: come pensiamo di poter cambiare se utilizziamo sempre gli stessi strumenti?

Le nuove fonti, i nuovi strumenti gli abbiamo sempre avuti a disposizione, ma, impegnati come siamo nel vedere e riconoscere tutto ciò che è esterno a noi, abbiamo trascurato l’interno. Si, abbiamo completamente messo da parte tutto ciò che riguarda il nostro immenso mondo interiore e, soprattutto, il nostro sentire.

Confinando il nostro sentire interiore nell’ambito dei sentimenti egoistici, delle ideologie o delle false credenze abboccando a tutto ciò che ci viene introiettato, ci siamo limitati al mondo esterno. Ma se siamo veramente interessati alla seconda parte della domanda è bene sapere che tutto è possibile, purché il cambiamento inizi da noi prendendoci tutte le nostre responsabilità, che non sono solo quelle indicate dalla società, ma quelle che ci portano a riscoprire l’Amore.

Non sto parlando dell’amore sentimento, che tutti più o meno già viviamo e conosciamo, bensì dell’Amore con la “A” maiuscola, l’Amore per le cose ben fatte, per il rispetto, per la bellezza, per noi stessi e per gli altri, l’Amore che ci porta a dialogare e a collaborare, che ci aiuta a comprendere e a superare la dualità stimolandoci ad andare oltre sentendoci sempre più parte integrante della vita.

Irobertocalaon